A Frozen August

luglio 29, 2012

Sentiva cadere la neve
ma in realtà erano soltanto cubetti di ghiaccio
diceva che tutto sembrava lieve
ma il suo viso mancava di coraggio.
La mente confusa così tanto temeva
che la bocca a stento si muoveva
Gli occhi mancavano di gioia
ed i pensieri si facevano offuscare dalla noia.
Le finestre col vento si spalancarono
e le pupille di tutto punto si dilatarono.
Si rese conto di essere seduta
e che una fune avvolgeva la sua pelle…
la fronte di panico era imbevuta,
ma il suo rapitore notò che sapeva ancora di mele.
Si allontanò senza farsi notare
e lei riprese a poco a poco a tremare.
Un’ombra si impadronì del pavimento
ed il suo cuore era assopito dal tormento.
Sentì una voce sussurrarle all’orecchio
“Cerca di far silenzio, altrimenti ci sente”
e slegandola senza correre alcun rischio
la portò via correndo abilmente.
Lei, nel frattempo, riuscì a riconoscere il suo odore:
era stato quel ragazzo timido del mare
da cui lei, a stento, riuscì a farsi baciare.
La avvolse in un telo e la strinse a sé,
e solo più tardi le svelò il perché.
Era stata la solitudine a portarla via
perché i sentimenti per lei erano stati una malattia.
Le sue piccole mani cominciarono a tremare
e da lui senza aver paura si fece accarezzare.
Una vita fatta di tormenti
cominciò ad essere un’esistenza fatta di bei momenti.
Era passato tanto tempo da quando riusciva a lasciarsi andare
ma lui arrivò in tempo per concederle di ricominciare.

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