Discorsi interiori.

aprile 27, 2012

Mi sono svegliata di sussulto e ho sentito una voce urlare dentro di me. Era l’universo di emozioni che parlavano della mia storia, di come stanno funzionando e si stanno arrugginendo i marchingegni del mio corpo. Ho scordato di mettere via un paio di cose che ultimamente non funzionano. La sveglia si è guastata, il telefono si sta guastando, io mi sto guastando. Ho cambiato la disposizione delle cose, ho spostato la mia mente altrove, ma non ha ancora funzionato. Ritorno sempre indietro, forse sbaglio o forse è giusto così. Non c’è più tempo, solo un piccolo giorno di poche ore. Il resto è fatto di pensieri che vagano, non misurabili in secondi. Il pianoforte mi guida in una danza solitaria. Mi muovo senza accorgermene. Fingo di ballare con qualcuno che poi mi stringe a sé e dice che non devo preoccuparmi. Mi dice di assorbire le negatività, di sorridere al mondo. Ma il dolore mi dice di restare ancora un po’ e allora decido di assecondarlo. Entrambi riflettiamo sulle stranezze della vita, dei sentimenti umani. “Prova a capire il perché ci sono delle cose che ogni tanto non quadrano, perché passiamo da un giorno bellissimo a un giorno passato fingendo di non esistere”. “Io l’ho già capito. E’ questo il problema” gli rispondo. “Prima o poi finisce tutto. Finirai anche tu. Mi lascerai e io smetterò di cercarti. So che probabilmente un giorno ritornerai a visitarmi. Ti inventerai qualche scusa. Fingerai che mi sono spenta e che ho bisogno di affogare su di te.” Ha replicato: “Sei solo una piccola stella che ogni tanto si spegne per poi ricrearsi. Concediti un po’ di tregua. Metti il silenziatore e sparami. Vedrai una nuvola dissolversi e cospargersi nell’aria. Concedimi di andar via. Ci vediamo presto.” “Sapevi che gli androidi sono più sentimentali degli esseri umani? I loro corpi brillano di innocenza, sincerità, amore per il mondo e odio per i prodotti dell’uomo. Cos’è la guerra dinnanzi al loro sguardo candido? E’ polvere da sparo, è un’arma che disarma gli innocenti e li priva della loro essenza. Cos’è un fiore? Una piccola parte di me che si è richiusa. Nemmeno la primavera ci ha pensato. Se ne sta sulle sue, lo ignora per il momento. Credo proprio sia colpa tua. Ma dovevi proprio creare la tua ‘casa bianca’ in questo universo? Ci sono tanti posti bellissimi nelle galassie e hai scelto proprio di sederti qui accanto a me. In un tiepido buco dimenticato da tutti.” “Sparami e me ne vado. Te lo giuro. Mi piace tanto ragionare, prendere delle scelte con te. Mi mancherai.” “A me no.” Questa è stata la mia ultima battuta.

Uno sparo nell’aria ha colpito il dolore che si è tramutato in una strana pioggia. Il mio viso si è bagnato di materiale invisibile. Infondo non gli dovevo niente, perché avrei dovuto reagire diversamente? Il mio cuore mi spingeva a smuovere quelle gambe mollicce, a rimetterle in sesto. Devo ritornare al corso naturale delle cose. Far tornare l’aria dentro, per poi riportarla fuori. Vivere fingendo che il mondo è realtà e il mio percorso una magnifica bugia. Devo portare le mani sugli occhi e dire a me stessa “E’ tutto finito. Torniamo a casa”.

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