An advice from a friend.

maggio 25, 2011

A volte non ti resta altro che guardare la realtà così come essa si presenta, nonostante ti faccia male, nonostante ti stia spezzando il cuore come un vetro che è stato appena gettato per terra da qualcuno, senza curarsi del fatto che sia una cosa dispendiosa riacquistarlo. Forse è la fine di qualcosa, anzi è di sicuro così. Quello che sentivi si è già fermato da tanto tempo nonostante quella persona sia ancora convinta del contrario. Odi le persone così, odi quando tendono a far finta di niente ma allo stesso tempo ti fanno capire che c’è ancora qualcosa che non va. Avresti preferito essere demolita piuttosto che pensare a come sei arrivata a questo punto. Sai però di dover andare avanti. Non sei mai stata una persona perfetta e non ti sei mai considerata tale. Forse sei una ragazza un po’ esuberante, forse sei sempre stata convinta che la gentilezza potesse in qualche modo far acquistare fiducia negli altri. Errato. Ed ogni volta che cercavi di capire qualcosa che non andava, lasciavi il quesito in sospeso. Ora invece l’hai vissuto, interiorizzato, ora sei sicura di quale sia il famoso difetto di fabbrica. Se correggerlo vuol dire essere più diffidenti e magari risultare antipatici, sappi che vuol dire anche soffrire meno, mettere alla base di tutto una sana e pacifica calma. Ogni volta ti lasci andare a troppe confidenze, dovresti trattenere ciò che pensi degli altri. Forse saresti più astuta e non rischieresti come al solito di sbucciarti i gomiti e le ginocchia di tanto in tanto. Ci cadi sempre. Non sei stanca di fare così? E’ sempre la solita storia. Ma sappi che non ne vale proprio la pena. Ci sono un sacco di idioti in giro. Non posso nemmeno farti fare un giro sulla Luna. Quello sì che sarebbe un bel posto per riflettere senza essere disturbati. Sii sincera con me, cosa c’è di più bello di stare soli ora? niente. Io sono felice di stare sola, perchè non lo puoi essere anche tu? E’ dalla solitudine che ora potresti ricavare un pochino di serenità. Hai un sacco di interessi, fiondatici! Hai un sacco di persone attorno che ti vogliono davvero bene, non come quei coglioni che ti hanno ferita, perchè non ti curi più di loro che degli altri? non credi se lo meriterebbero di più? Vai avanti, liberati, gioca, scrivi, ascolta musica, studia. Non stare qui a pensare il perchè le persone fanno così,  pensano così, sono così. Tirati su, nasino di patata! vai avanti. Se perdi un’amicizia, vedrai che dietro l’angolo ne starà nascendo già un’altra. E’ difficile pure insultarti vedendoti così. Wake up, dai preparati e andiamo al mare. Il mare ci aspetta, il sole è tutto per te oggi. Siamo sole, e puoi dirmi tutto quello che vuoi. Tranquilla, non sei ripetitiva. E la paranoia passerà, come sempre. Impara a fidarti di me. Sei ancora giovane, hai tutto il tempo per sorridere a qualcuno e farti voler bene per quella che sei. Ora prendi un fazzoletto, spazza via le lacrime, e usciamo. Guardami negli occhi e promettimelo. Okay?

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Waiting for forever

maggio 23, 2011

<<Dear Emma, those two words, Dear Emma take me away to way another time when we use to write to each other after mom and dad died. I used to tell you about my new friends and my new life. And you used to tell me about the grand time my mom and dad were having in heaven. Truth is nothing. What you believe to be true is everything. And the main thing that I used to believe was that I would be with you forever. Forever. The reason it is taking me so long to write you is that I have seen that I have been a fool. I have spent my life fooling myself. Every letter I’ve ever written to you has been a love letter. How could they have been anything else? I can see now that all of them, except this one, were bad love letters. Bad love letters beg for love back. Good love letters ask for nothing. This, I’m pleased to announce, is my first good love letter to you. Because there is nothing more for you to do. You already done everything. I have enough of you in my head to last forever. So please don’t ever worry about me. I’m peachy! I really am. I have everything. If I had one wish, it would be that your life brings you a taste of happiness that you have brought to me. That you could feel what it’s like to love. Your friend forever, Will.>>


Meredith: <<There’s a reason I said I’d be happy alone. It wasn’t ‘cause I thought I’d be happy alone. It was because I thought if I loved someone and then it fell apart, I might not make it. It’s easier to be alone, because what if you learn that you need love and you don’t have it? What if you like it and lean on it? What if you shape your life around it and then it falls apart? Can you even survive that kind of pain? Losing love is like organ damage. It’s like dying. The only difference is death ends. This? It could go on forever.>>

maggio 19, 2011

Il veleno scorreva nel mio corpo appena lavato. Mi apprestavo ad uscire dalla doccia canticchiando un motivetto degli MGMT. Dopo vari minuti passati ad immaginare parole ondeggiare in quella che era la mia mente confusa, aprì di nuovo gli occhi, e poggiai i piedi uno per volta nel tappetino in gomma. Feci un respiro profondo. Mi infilai nell’accappatoio, e poi raccolsi i miei ribelli capelli lunghi in un asciugamano. La doccia ultimamente era il mio luogo di perdizione preferito. La via di fuga dallo studio, dai sogni e dalle delusioni. Era il luogo in cui potevo essere più lucida, in cui potevo capire meglio cosa mi capitasse ultimamente. Cercavo sempre di non fermarmi, di stare sempre con il corpo e la mente impegnata.
C’era stato un periodo in cui mi capitò il contrario e il ritiro quotidiano in doccia era soltanto un modo per tornare alla realtà, alle preoccupazioni, a ciò che gli altri in qualche modo si aspettavano da me mentre il resto del tempo lo passavo a capire cosa provavo. Niente contava di più che il messaggio del mio cuore che correva spedito per cospargere di zucchero e sale i miei oggetti preferiti grazie allo stereo che a tutto volume mi accompagnava.
Fino a pochi giorni prima mi trovavo a riflettere in spiaggia con altre persone che come me volevano soltanto trovare una soluzione, una scappatoia. Una di loro mi disse “ma se mi mettessi ad urlare disturberei qualcuno?” per poi restare seduta in silenzio perchè nessuno avrebbe potuto fare qualcosa per le nostre richieste d’aiuto. Non era colpa nostra se chi ci circondava decideva per sé senza badare alle conseguenze che avrebbe provocato nel nostro mondo.
Il nostro unico rimorso fu quello di sentirci sbagliate.

Ci hanno fatto sentire sole, insicure, ci hanno fatto vivere nel dubbio, ci hanno seppellite vive, ci hanno fatto trattenere il respiro. Ci hanno ignorato, ci hanno fatto sentire invisibili, ci hanno bisbigliato delle bugie per poi compiere delle verità che noi abbiamo afferrato e digerito. Un sorso amaro, lucide menti che contavano le stelle in cielo. L’orsa maggiore, l’orsa minore e Venere ad illuminare le onde che si scioglievano nel bagnasciuga. La luna ogni tanto sembrava quasi sorriderci. Quella notte portava un po’ di pace, ci diceva che tutto andava bene, che noi potevamo stare lì per sempre e che il cielo sarebbe rimasto lì a proteggerci. Sentivo il cuore battere lento, non ricordavo più cosa volesse dire stare tranquilli. Avevo portato con me la mia macchina fotografica. Non volevo sbiadire quelle emozioni, lontana da casa e lontana da tutto. Mi misi ad intrappolare quelle luci che in un dolce temperamento formavano una catena infinita di speranze alle quali non avrei mai smesso di appoggiarmi, anche nel momento di più profonda solitudine, anche nelle notti in cui le lacrime avrebbe sostituito i sogni.

<<Sweet disposition
never too soon
oh, reckless abandon
like no one’s watching you
a moment
a love
a dream
a laugh
a kiss
a cry
our rights
our wrongs>>

<<You know, I do believe in magic. I was born and raised in a magic time, in a magic town, among magicians. Oh, most everybody else didn’t realize we lived in that web of magic, connected by the silver filaments of chance and circumstance.
But I knew it all along. See, this is my opinion: we all start out knowing magic. We are born with whirlwinds, forest fires, and comets inside us. We are born able to sing to birds and read the clouds and see our destiny in grains of sand. But then we get the magic educated right out of our souls. We get it churched out, spanked out, washed out, and combed out. We get put on the straight and narrow and told to be responsible. Told to act our age. And you know why we were told that? Because the people doing the telling were afraid of our wildness and youth, and because the magic we knew made them ashamed and sad of what they’d allowed to wither in themselves.

After you go so far away from it, you can’t really get it back. You can have seconds of it. Just seconds of knowing and remembering. When people get weepy at movies, it’s because in that dark theater the golden pool of magic is touched, just briefly. Then they come out into the hard sun of logic and reason again and it dries up, and they’re left feeling a little heartsad and not knowing why. When a song stirs a memory, when motes of dust turning in a shaft of light takes your attention from the world, when you listen to a train passing on a track at night in the distance and wonder where it might be going, you step beyond who you are and where you are. For the briefest of instants, you have stepped into the magic realm.

That’s what I believe.>>

from: Robert R. McCammon (Boy’s Life)

<<And there will come a time, you’ll see, with no more tears. 
And love will not break your heart, but dismiss your fears. 
Get over your hill and see what you find there, 
With grace in your heart and flowers in your hair.>>
Mumford & SonsAfter the Storm