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marzo 28, 2011

C’è una luce che non va più via. c’è un colore limpido che forma una macchia d’inchiostro, quella rimasta quando ho deciso che non ero più a posto. Mi accorsi con un semplice battito di ciglia che le cose non andavano a meraviglia.Sentì i miei piedi formicolare e le mie mani nascondere il mio volto che pieno di lacrime e stanco aveva bisogno di riposo. Nascosta al buio, cercavo domande e risposte, ma dove dovevo guardare ora? Quale percorso dovevo prendere? Quali segnali dovevo cogliere dal mondo circostante? Come dovevo reagire? Reagire è sempre la missione più grande, lo scoglio più grande da superare. Amare mi viene naturale, tacere mi viene difficile, così come respirare. Dove dovrò guardare? C’è ancora un posto per me? In treno è sempre tutto occupato, non trovo mai un posto libero. Vorrei trovarlo sotto gli occhi di qualcuno. Ma essere visibile non è la cosa che mi riesce meglio. Mi riesce soltanto scrivere. Ora non posso fare altro.

In mezzo al cielo troverò uno spazio, nel sorriso della luna vedrò un’ancora di salvezza. Nel mio corpo che trema vedrò una risposta al mio stato d’animo.

Dimmi chi sono, te ne sarò grato.

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