‎”I nostri corpi celesti e i nostri arrivederci scritti sui vetri rotti. Le periferie lunari, i nostri compromessi storici per non ferirci
e ti ricordi che i nostri sogni sfioravano i soffitti
e le trasformazioni, le nostre New York interiori e i mazzi di fiori ai bordi delle strade provinciali e poi le ali, le ali, le ali che ti escono dalla schiena e le polveri sottili dei nostri cuori neri.”

 

 

novembre 13, 2010

Sarebbe bello poter rimediare a molti piccoli errori che abbiamo fatto in passato. Ma la loro permanenza nel nostro spirito hanno fatto sì che certi lati del nostro carattere rimanessero, e facessero parte di quelli che oggi, ancora, siamo. Non è mai facile affrontare tutte le cose che ci capitano, quegli ostacoli che ci sembrano insormontabili e che poi aprono uno spiraglio verso una soluzione. Ma appena ce le ritroviamo davanti non è per niente facile affrontarle. Non sempre ci troviamo a nostro agio con noi stessi e con gli altri. Spesso ci sentiamo estranei in mezzo al caos feroce della vita. Sembra esserci una netta distanza tra il risolvere un problema e il trovare una soluzione, un tempo indeterminato che potrebbe variare da ore, a giorni, a mesi. A volte non bastano nemmeno gli anni. Ci sono particolari impressi nella nostra mente che a volte sembrano diventati quasi inesistenti, ma quando sentono la necessità di avvalersi delle nostre coscienze si fanno vivi, più vivi di prima. Una nitidezza cristallina del ritratto del tuo io d’un tempo. Sia che questo fosse mite, nervoso, lunatico, triste o gioioso. Ciò non importa. Vi sono delle ricorrenze in cui i vecchi abitanti del nostro cuore ritornano a trovarci, in quegli angoli bui, in quelle cantine che tenevamo chiuse a chiave, in cui andavamo a prendere un po’ di vino solo per consolarci. Bisogna prestare attenzione al presente. Anche quando tutto sembra non brillare, anche quando senti che attorno a te gira un motore irresponsabile. Persone che hanno sempre chiesto aiuto, ma quando poi sono gli altri, quelli che li hanno cresciuti, che ancora li stimolano e li coccolano, ad avere bisogno d’aiuto, si allontanano, formando dei punti neri. E se per te quelle stelle un tempo facevano parte di una costellazione speciale, oggi sono solo parte di un niente. Stelle inutili, puntini spaiati nella galassia, cose da eliminare. Nemmeno da conservare. Ci sono cose che richiedono delle risposte, ma non le avranno mai. Ci sono cose che nemmeno ci chiediamo ma che conosciamo già dentro di noi. Ci sono diverse vite tutte intorno. Devi saperle maneggiare, curare, anche in silenzio, quando si sentono vuote, e sanno che forse non esiste niente. Non c’è nulla che riesca di nuovo a consolarle. Bisogna essere pazienti, anche se si è stufi d’aspettare. Tutto sembra sempre statico, ma la verità è che spesso si tende anche ad ignorare i piccoli cambiamenti, che poi andranno a far parte di una grossa catena di montaggio. E tutto ciò che ti sembrava, ora ha smesso di farlo. Ora è una certezza. Un brivido nuovo da addomesticare, da conoscere, da assimilare.

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