maggio 15, 2010

Amo guardare i film, e accorgermi di quanto siano belle certe menti umane.

Amo la creatività, che molte volte è non-sense, ma è pur sempre un urlo nel mondo, una propria idea, un proprio stimolo, anche quando questo dura un’ ora e mezza, due.

Amo gli attori, il modo in cui riescono ad impersonare “altro da sé” e allo stesso tempo rivedono se stessi in quello che viene imposto loro di dire attraverso un copione.

Amo le riflessioni che nascono guardando un film, mentre lo assaporo e mi accorgo che era l’antidoto giusto per una giornata particolare, quelle in cui più cerchi risposte e più le tue domande svaniscono.

Amo emozionarmi di fronte ad uno schermo, perchè in quella pellicola c’è il lavoro di qualcuno, la fatica di essere sempre sé stessi e trovare il modo di dimostrarlo.

Mi piace rispecchiarmi in un volto, in una battuta detta, in un modo di fare. I film circondano la mia mente sin dall’infanzia, e più li guardo, più conosco un lato di me stessa e del mondo.


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Whatever Works

<<La mia storia è “basta che funzioni” insomma, basta non fare del male a nessuno, basta rubacchiare un tantino di gioia in questo crudele uomo mangia uomo inutile e buio caos.>>

Boris Yellnikoff

maggio 8, 2010

Un luccichio le faceva stringere gli occhi quasi a volerla costringere a pensare più del solito. Le mani semifredde, volevano essere afferrateper poter dirigere il corpo ad una lunga camminata. La mente vagava da un pensiero all’altro, tracciando uno schema di quella che sembrava una realtà parallela. Rincorrendo la sua ombra si accorse che il tempo sembrava a corto di idee,di stimoli.  Desiderava nascondersi ed osservare, non essere notata per poter notare. Solo così poteva farsi un’idea astratta di come sarebbe la sua vita se ora avesse aperto un’altra porta. Il mondo che la costituiva sarebbe differente,e magari lo sarebbe anche lei se avesse compiuto altre scelte, se avesse deciso di essere l’opposto di quello che è sempre stata, di quello che è diventata. La serenità risiede nell’essere se stessi, nel lasciarsi guidare dai propri pensieri, dal lasciarsi trascinare da quello che ci piace. Ha preso quella direzione perchè ai suoi occhi non risultava la più semplice, ma la più interessante, con la consapevolezza degli ostacoli, degli errori e dei futuri ricordi. Se si combatte e si soffre per quello che ci sta più a cuore, un giorno forse otterremo qualcosa di speciale che va al di là del presente, del passato e del futuro. Se si avvererà, non esiterà a dire grazie. Sarà riconoscente a chi ha creduto in lei per tutta la vita. Sarà riconoscente anche a se stessa, nonostante gli attimi di severità e di demolizione.
In punta di piedi segnerà il passaggio all’età adulta, senza dire una parola. E ancora una volta si sentirà uguale a ieri, come se quei numeri non fossero mai cambiati, e fossero rimasti soli, ancorati in quel giorno in cui ha messo in discussione la sua forza e la sua fragilità.
E ancora una volta, in quella spiaggia eccola a lasciare un messaggio da spedire oltreoceano, con i suoi attimi di intimità mentale e poi le stelle a chiederle di esprimere qualche desiderio.
Ricominciando da qui, sentiremo gli echi delle voci che ci hanno appartenuti e andando avanti, assaporeremo la sensazione di sentirci finalmente a casa.

E anche la pioggia non ci fermerà
quella sabbia bagnata si congiungerà
ai nostri piedi che incalzano passi fermi
e le nostre parole come piccoli rami
faranno cadere piccole gocce,
e non è solo il vento a farci lacrimare
sono anche le sensazioni che gli altri ci fanno provare.

 

maggio 1, 2010

Occhi pungenti, che gioiscono e soffrono mentre il mondo scorre. La vita non era destinata a colpirla d’assalto, a creare una buca in cui potesse nascondere rabbie e paure. I giorni le riservavano sculture di momenti che ancora non aveva vissuto. Immagini in bianco e nero, in cui traspariva un dettaglio colorito. Un rebus la metteva alla prova per capire se fosse capace di mettersi in gioco. La quiete le sedeva accanto, gli ostacoli la sommergevano di muri da oltrepassare. Nel cielo si aggrappava una nuvola, e nell’aria gli spartiti di una canzone che richiamavano la speranza dentro di lei.